Quali sono le dimensioni dell’impianto che posso installare sul mio tetto?

Le dimensioni massime dell’impianto dipendono dalla potenza dei moduli impiegati e dalla superficie disponibile sul tetto. Nella descrizione di prodotto dei nostri PowerSet potete trovare, orientativamente, la superficie di tetto necessaria per ciascun set. 

Quali risultati raggiungono i moduli basati su CIS nel confronto con i moduli monocristallini?

L’unico confronto sensato tra le due tecnologie di moduli può essere condotto solo in relazione alla resa massima specifica che un modulo fornisce, quindi in termini di kWh/kWp, oppure sul piano del performance ratio migliore. I moduli al silicio monocristallino sono per lo più quelli con la più alta efficienza, ovvero quelli con le specifiche di rendimento più elevate. Tali valori vengono tuttavia rilevati alle cosiddette condizioni di test standard (STC), che però non si vengono quasi mai a creare nelle situazioni reali. Molto più decisiva è la performance dei moduli in condizioni non ideali, che sussistono in via prevalente in funzione del sistema o delle condizioni atmosferiche. Fanno parte di tali condizioni non ottimali: l’orientamento non ottimale del tetto (verso ovest, est o addirittura verso nord), l’inclinazione non ottimale del tetto (troppo piatto, troppo inclinato, arrotondato), le ombre proiettate da comignoli, alberi o dalla conformazione dell’orizzonte, gli angoli di irraggiamento sfavorevoli del sole nel corso del giorno e dell’anno, la luce debole, la luce diffusa.

I moduli CIS di Solar Frontier sono stati sviluppati per fornire le performance maggiori anche in queste condizioni difficili, ovvero le massime rese misurate in kWh per kWp. Il risultato è la produzione ottimale di energia in tutte le condizioni della luce, anche in quelle sfavorevoli. Per trovare ulteriori informazioni così come valori reali sulla resa riscontrati sulla base del confronto, visitate la nostra home page nella sezione CIS contro altre tecnologie.

Posso anche riscaldare con l’ energia prodotta?

Con l’ energia elettrica prodotta è naturalmente possibile azionare anche un riscaldamento elettrico. In questo ambito è tuttavia applicabile anche la tecnologia del solare termico, con la quale l’energia della luce non viene trasformata in energia elettrica, ma direttamente in calore. Solitamente i relativi collettori vengono fissati sul tetto con gradi di inclinazione maggiori rispetto ai moduli fotovoltaici, poiché si ha bisogno di più energia termica nelle stagioni più fredde dell’anno, quando il sole incide con un grado di irraggiamento più basso.

Il mio tetto non è orientato verso sud, vale tuttavia la pena realizzare un impianto fotovoltaico?

Fondamentalmente i PowerModule di Solar Frontier sono adatti a tetti con qualsiasi orientamento. È specialmente sui tetti con orientamento sfavorevole che i PowerModule di Solar Frontier sfruttano le loro straordinarie caratteristiche in presenza di un angolo sfavorevole di incidenza del sole.

I PowerModule funzionano per 25 anni in modo affidabile?

Su tutti i PowerModule di Solar Frontier concediamo una garanzia sulla performance di 25 anni. Nella nostra sezione dedicata al download potete trovare le nostre condizioni di garanzia attuali.

Quali sono i vantaggi della tecnologia CIS di Solar Frontier rispetto alla tecnologia al silicio?

La tecnologia CIS di Solar Frontier fornisce rese energetiche specifiche maggiori (kWh/kWp) rispetto ad altre tecnologie, come i moduli al silicio cristallino. I motivi principali sono:

  • buona resa alla luce fioca in presenza di angoli di irraggiamento ridotti
  • alta tolleranza all’ombra
  • alta stabilità alla temperatura
  • effetto light soaking

Per riassumere: il modulo ideale per l’impiego in condizioni reali. 

È da sottolineare anche il fatto che i moduli sono prodotti senza materiali tossici come piombo e cadmio, come attestato dal certificato RoHS (vedere gruppo di temi Salute & aspetti ambientali).

La tecnologia CIS si afferma anche per la produzione più semplice, che richiede meno energia e materie prime. Non per ultimo, il potenziale della tecnologia CIS non è per niente esaurito, e gli incrementi di efficienza sono raggiungibili in modo molto più rapido e semplice. A contrario di ciò, la tecnologia del silicio policristallino ha già compiuto i progressi maggiori e si attende solo un lento sviluppo ulteriore.  

Come si può spiegare l’effetto light soaking?

Lo strato tampone nei moduli CIS di Solar Frontier è responsabile dell’effetto light soaking. Questo strato è parte integrante del film sottile CIS e rende possibile un trasporto più agevole della carica tra lo strato fotovoltaico e il contatto trasparente (TCO) sul lato frontale del modulo. Questo strato tampone forma inizialmente una barriera di energia che rende più difficoltoso il flusso di elettroni. Scatenati dai fotoni della luce solare, i primi elettroni si mettono in movimento e neutralizzano, nella zona limitrofa degli strati, i punti difettosi ancora esistenti. Tramite ciò la barriera di energia si riduce, si facilita il flusso degli elettroni successivi e la resistenza di serie diminuisce. A seguito di ciò l’afflusso di energia aumenta e l’efficienza del modulo sale. In confronto con il classico CIS, la particolare tecnologia di Solar Frontier sostituisce il tossico cadmio con lo zinco. Ciò permette non solo di tutelare l’ambiente, ma si viene a creare anche l’effetto light soaking, tramite il quale le caratteristiche dello strato tampone migliorano e la potenza del modulo aumenta. Questo effetto è il risultato di un lavoro intenso condotto da diversi anni dal nostro reparto di ricerca e sviluppo.

Quanto rapidamente interviene l’effetto light soaking?

L’effetto light soaking inizia subito dopo che il modulo viene esposto alla luce solare per la prima volta. Solitamente, dopo 50-60 ore di sole si raggiunge la saturazione.

Cosa significa la migliore reazione in presenza di luce fioca oppure di angoli di radiazione ridotta?

Lo spettro energetico della luce solare varia con il fattore air mass (AM). Ciò è la misura della distanza che la luce solare deve percorrere attraverso l’atmosfera terrestre: AM = 1 significa una irraggiamento verticale sulla superficie terrestre (equatore, a mezzogiorno), AM > 1 significa un angolo di irraggiamento minore (all’alba o al tramonto). Con l’aumentare di AM aumenta la densità assoluta dell’energia dell’ irraggiamento solare, ma contemporaneamente l’energia si sposta verso lunghezze d’onda maggiori (aurora / rosso del tramonto). Poiché il moduli CIS di Solar Frontier vantano una maggiore sensibilità a questa luce con lunghezze d’onda maggiori, addirittura fino al livello degli infrarossi, la produzione relativa di energia in questi orari del giorno è nettamente maggiore rispetto alle altre tecnologie.

Ma nel caso della tecnologia CIS anche la resa dei moduli in presenza di luce diffusa (chiamata anche luce debole blu), causata da cielo coperto, nebbia, ecc. anche nelle ore centrali del giorno è più vantaggiosa rispetto ai moduli c-Si. Ciò significa che con i moduli CIS è possibile trasformare in energia in modo più efficace anche l’intervallo di spettro ad onde più corte e a densità di energia più alta della luce, rispetto ai moduli al silicio cristallino.

Cosa significa l’alta tolleranza all’ombra?

La struttura delle celle dei moduli CIS è del tutto differente rispetto a quella dei moduli c-Si. Ciò è dovuto alla tecnologia e alla produzione: le sottili celle CIS scorrono parallele lungo tutta la lunghezza dei moduli, le celle c-Si sono tipicamente quadrate, con un bordo di lunghezza di 15 cm. In entrambi i casi le celle sono collegate in serie. Se in un progetto sono da attendersi zone d’ombra (ad es. la mattina e la sera sul tetto di un capannone oppure in un impianto su terreno), allora è possibile ottimizzare la produzione di energia: in questo caso i moduli CIS sono da installare con un orientamento verticale delle celle verso l’andamento dell’ombra, nell’esempio di un tetto di un capannone quindi verticalmente (“a ritratto”). In caso di ampiezza dell’ombra su un modulo o su una fila di moduli pari al X % dell’estensione del modulo, rimane una produzione di energia di (100-X) %.

Perché il modulo di Solar Frontier è il modulo ideale per l’impiego nel progetto in condizioni reali?

Le condizioni di test standard (irraggiamento di 1000W/m² ad una temperatura dei moduli di 25°C e luce solare di spettro con fattore air mass pari a 1,5), alle quali vengono determinate le caratteristiche dei moduli solari riportate sulla scheda tecnica, non si verificano quasi mai nell’impiego quotidiano. Al contrario, nel 70%-80% del tempo di impiego dei sistemi fotovoltaici ci sono valori di irraggiamento tra 200 e 700 W/m², ai quali i moduli CIS di Solar Frontier offrono la performance maggiore di tutte tecnologie. Assieme all’ottimizzazione dell’ombra, alla stabilità alla temperatura e all’effetto light soaking i moduli CIS di Solar Frontier raggiungono le rese energetiche specifiche più alte (kWh/kWp).

Quanto alto è il grado di degradazione della performance dei moduli di Solar Frontier?

Sulla base dei valori che abbiamo riscontrato nel corso della nostra esperienza, possiamo definire un grado di degradazione massimo dello 0,5% annuo.

I moduli SF sono soggetti ad una degradazione da potenziale indotto (PID)?

No. La degradazione da potenziale indotto (PID)è legata ad una perdita di performance dei moduli provocata da grandi differenze di tensione tra modulo e telaio, a seguito della quale il materiale diventa più conducibile, e all’interno del modulo si possono venire a creare correnti di dispersione. Questa degradazione può avere diverse cause, ma nei nostri PowerModule questo fenomeno non si verifica, in considerazione della base tecnologica, della tecnologia CIS e degli elementi chimici impiegati. 

La performance dei PowerModule CIS è compromessa dalle bave di lumaca?

Le bave di lumaca sono un fenomeno che si può verificare solo nei moduli al silicio cristallino. Esse possono essere suddivise in tre tipi diversi: uno scolorimento della pasta di argento (Ag) in modo trasversale lungo la cella c-Si, uno scolorimento lungo il margine della cella (formazione di una “cornice” oppure “framing”), e scolorimenti che partono dai collegamenti tra le celle (le cosiddette “impronte digitali” oppure “finger print”). In considerazione della composizione chimica dei moduli CIS di Solar Frontier e delle differenze tecnologiche rispetto ai moduli c-Si è tuttavia possibile escludere che le bave di lumaca si possano venire a creare nei moduli di Solar Frontier.